Torta al cioccolato, arancia e rum, un albero di Natale vandalizzato e… FELICE 2014 A TUTTI!!!!

Il nostro albero di Natale non ha mai conosciuto un periodo così buio. Povero alberello…. Palla di Pelo ho la letteralmente vandalizzato. Dal primo momento in cui lo ha visto, bello, luccicante e sfavillante è stato amore. Vero e proprio amore…infatti ama alla follia rosicchiergli i rami, tirare via, spezzettare e masticare i fili dorati, usare le palline come punching ball manco fosse Rochy Balboa e tritare (si proprio tritare, non c’è una parola più adatta) i fili delle lucine. Ne ha fatti fuori 2, anche di notevole lunghezza e, diciamocelo, per ridurre a brandelli di circa 4 cm l’uno un filo di lucine intrecciato di 3m, ci vuole una notevole capacità di mandibola e un’altrettanta notevole resistenza e costanza. Ecco, Palla di Pelo è molto dotata, ha tutte queste qualità ed è felicissima di mostrarci regolarmente che le tiene in esercizio e ben allenate. Nel giro di una settimana, al povero alberello sono rimaste solo le palline (tranne 2 che è riuscita a rompere nonostante fossero di plastica), un filo rosso-dorato che ne abbellisce solo la parte superiore e il puntale…. che ogni mattina va raddrizzato dopo lo stress degli assalti notturni.
Il resto è storia. Pace all’anima delle lucine, delle palline e dei fili luccicosi. Palla di Pelo non perdona! E non è possibile essere arrabbiati con lei, perchè da brava femminuccia coccolona, svenevole e smorfiosetta, riesce a farsi perdonare davvero tutto…. arcano ed irresistibile potere delle fusa!
Per sublimare la devastazione del mio adorato albero (evento assolutamente traumatico per un’invasata del Natale come la sottoscritta), mi sono data ai dolci alberellosi e coccolosi, usando una delle prime ricette che ho riadattato dopo che ho saputo di essere celiaca: quella del ciambellone della mia mamma. Ho dimezzato le dosi e adattato le proporzioni dei liquidi. Ecco qui il mio dolcetto 🙂

Questi gli ingredienti:

– 250 g di farina (mix per dolci lievitati di Felix e Cappera nella variante con l’amido di mais)
– 3 uova
– 1/2 bicchiere di latte
– 1/2 bicchiere di olio di semi
– 1 bustina di lievito*
– 150 g di zucchero
– 25 g di rum
– mezza fialetta di aroma di arancia
– 50 g di cacao amaro*

*come da prontuario e cmq senza glutine

Tutto insieme nella ciotola dell’impastatrice e lavorate finchè non saranno ben amalgamati. Poi trasferite nello stampo per dolci della forma che preferite e cuocete per 40 minuti in forno preriscaldato a 180°. Una volta raffreddato, decorate con lo zucchero a velo. Mooooooolto buono! 🙂
Con questo dolce si chiude in bellezza il 2013. Il Presidente, Palla di Pelo ed io vi auguriamo un 2014 meraviglioso e ricco sapori, profumi, novità e soprattutto tanto, tanto amore!!! BUON ANNO!!!!!!! :DDDDDD

Zuppa di funghi misti…. mentre il lavoro mi travolge e si rompe tutto.

Dire che l’ultimo mese e mezzo è stato infernale è dire poco. Una media di 12 comode ore di lavoro ogni giorno sia per me che per il Presidente e una sequenza surreale di problemi, imprevisti e pasticci da far impallidire la Signora Sfiga in persona.
A dare il via alla rivoluzione tecnologica per la liberazione delle macchine dall’umano oppressore, è stato il mio pc di lavoro. Nel giro di tre giorni ho perso il conto delle schermate blu che mi ha carinamente rifilato mentre cercavo disperatamente di lavorare o almeno di salvare i dati il più spesso possibile (e poi c’è ancora chi mi dice che i pc sono meglio dei Mac… ma per favore!!!). Il Presidente, dall’alto della sua sapienza informatica, ha cercato di rianimarlo in tutti i modi, ma niente. Alla fine dopo 2 settimane di patimenti, arrabbiature bestiali e crisi isteriche come se piovessero, mi è toccato ricomprarlo. Olè!
Qualche giorno dopo essere stata tradita dal pc, è stato il turno della macchina. Ok. Ho un macinino. Daccordo. Ma il macinino doveva proprio decidere di mollarmi quando ero in ritardo per una riunione importante, fuori pioveva a dirotto ed in una zona del cavolo?? Per fortuna sono riuscita comunque a tornare a casa e per fortuna il meccanico l’ha rimessa in sesto, ma per quasi una settimana niente macinino. Ollè!!
Subito dopo è toccato alla caldaia, che ha deciso di funzionare in maniera del tutto randomica. Vuoi l’acqua calda? Prova ad aprire il rubinetto e vedi che succede: se mi gira bene mi accendo, altrimenti…no! Così, semplicemente. Acqua calda a sorpresa. Una caldaia con un gran senso dell’umorismo. Olllèè!!!
Mica penserete che sia finita qui…no no, c’è stata anche l’aspirapolvere. Cinque anni di onorato servizio e poi …paff… morta. Defunta. Spirata nel bel mezzo dell’utilizzo. Povera piccola, quante soddisfazioni ci aveva dato…..Ollllèèèèè!!!!!
In questo clima di festosa collaborazione tra uomo e macchina, nei miei rari momenti liberi cercavo comunque di cucinare (cosa che normalmente riesce a rilassarmi anche dopo la peggiore delle giornate), ma…. niente, il caos tecnologico sembrava aver contagiato anche la mia cucina. Perciò la torta al cioccolato, cannella e caffè non ne ha voluto sapere di lievitare (per 2 volte…ma non mi arrendo), il delizioso rosti con prosciutto cipollotti e gruyèr si è incollato alla padella (nessuna speranza di poter scattare uno straccio di fotografia presentabile, anche se era delizioso) e la ricetta del polpettone ripieno trovata su internet si è rivelata assolutamente sublime, peccato però che il polpettone in questione  si sia aperto durante la cottura. Daccordo era buonissimo, ma voi avreste postato le foto di un polpettone che somigliava ad una gigantesca vongola??!!
Va bene che è un blog amatoriale, ma un minimo di dignità bisogna pur preservarla.
In tutto questo caos, con l’arrivo del primo freddino è arrivata anche la voglia di zuppe calde. Normalmente le zuppe hanno bisogno di tempo per cuocere e non si prestano ad essere preparate all’ultimo momento quando arrivi a casa alle 9 di sera, ma questo esperimento si è rivelato gustoso, saporito e anche veloce! Perciò, un disastro via l’altro, eccovi la mia zuppetta di funghi facile facile 🙂
 

Questi gli ingredienti per 2 persone:

– 2 costine di sedano piccole
– 250 g di funghi misti freschi
– 1 cipollotto
– olio evo
– vino bianco (1/2 bicchiere)
– brodo (1 tazza e 1/2)
– 1 peperoncino fresco
– 2 cucchiai di farina Mix It!
– sale q.b.
– pepe q.b.

Tritate il cipollotto ed il sedano e metteteli a rosolare nell’olio evo. Aggiungete i funghi (puliti e tagliati a pezzetti). Quando saranno un pò appassiti sfumateli col vino bianco e dopo un paio di minuti aggiungete il brodo ( io ho aggiunto una tazza e 1/2 di acqua e poi un paio di cucchiaini di Dialbrodo 😉 ). Unite il peperoncino tritato, sale e pape. Quando la zuppa sarà ben insaporita aggiungete la farina e mescolate bene. La farina servirà a rendere appena più densa la zuppa. Servite con una spolveratina di pepe e foglioline di sedano tritate. E’ buonissima e davvero confortevole quando fa freddo 😀
 

 

Torta rustica alle erbe e pancetta affumicata, salatini di pasta matta e…. una gattina all’improvviso.

Eccomi finalmente di ritorno dalla pausa estiva. O meglio, da quel dì che sono tornata, ma ci sono state parecchie novità nel frattempo e ci ho messo un pò di tempo per imparare a gestirle tutte.
Andiamo per ordine…
I tortorini hanno preso il volo, il nostro davanzale ha smesso di essere un porto di mare e la finestra finalmente può essere aperta. E’ stata una bella esperienza, ma il Presidente ha dovuto indossare la tuta da Ghostbuster ed imbracciare un acceleratore di particella non autorizzato per ripulire tutto. Perciò abbiamo deciso che in futuro staremo molto attenti a tenere le zanzariere delle finestre abbassate e a non lasciare invitati pertugi disponibili. Anche perchè in casa ora c’è un nuovo ospite. Anzi, un nuovo membro della famiglia.
E’ bastata la telefonata di un’amica in cerca di una casa per una frugoletta che altrimenti sarebbe stata soppressa, e sia io che il Presidente non abbiamo avuto il benchè minimo dubbio. Perciò, in barba al nostro mini appartamento, ai mille impegni che abbiamo e al lavoro che diventa sempre più stressante, ora abbiamo una gattina. Un bel cambiamento per una che ha sempre avuto cani in casa.
Mi sono resa conto quasi subito che i felini sono tutta un’altra cosa. In sole 3 settimane mi è stato assolutamente chiaro che sono esseri superiori. Si badi bene, non superiori ai cani, ma superiori in senso assoluto nella scala evolutiva dei mammiferi, umani compresi.
“Palladipelo” ha vinto 6-0 6-0, ed ora mi ritrovo completamente stregata, rapita ed innamorata di una gattina che, inaspettatamente, ricambia le coccole con un affetto che non avrei mai creduto un gatto riuscisse ad esprimere.

Perciò eccomi di nuovo qui a cucinare, ma stavolta con un occhio costante al tavolo dietro di me… visto che Palladipelo fa un gran casino tutto il giorno, ma quando si tratta di raggiungere il suddetto tavolo e sgraffignare un pezzettino di plumcake lasciato a raffreddare, è silenziosa come un’ombra e veloce come un lampo!

Questa ricetta mi piace tantissimo perchè si presta a mille varianti ed è ottima per consumare tutti i rimasugli del frigorifero, come verdure, erbe aromatiche, pezzetti di formaggio, salumi i affettati vari ecc… Spessò però io la faccio di proposito perchè la adoro. Prima di diventare celiaca (o di sapere di esserlo) la preparavo utilizzando la pasta sfoglia confezionata, ma questa variante con la pasta matta gluten free mi piace decisamente di più 🙂
La ricetta originale della pasta matta la trovate qui

Questa la torta finita.

 
e questi gli ingredienti:
 
Per la pasta matta:
 
– 174 g  farina Glutafin Select
– 50 g farina Mix B o Nutrifree per pane o Nutrisì per pane (o anche di preparato Auchan senza glutine per pane e pizza, è prodotto nello stesso stabilimento di Nutrifree e Nutrisì)
– 26  farina Farmo per pane (o preparato per pane Conad o Coop, anche questi sono prodotti nello stesso stabilimento della Farmo e commercializzati col marchio del supermercato)
– 130 g acqua
– 5 cucchiai di olio evo
– i pizzico di sale
 
Per il ripieno:
– 1 kg di verdura a scelta, io ho usato la bieta (ma va benissimo qualunque cosa)
– una confezione di pancetta affumicata
– 8-10 pomodori pachino
– 1 spicchio di aglio
– peperoncino
– olio evo
– sale q.b.
– 2 di cucchiai di pan grattato (ma io mi regolo ad occhio, confesso)
– 1 uovo
– parmigiano
 
Per i salatini:
 
– pasta matta
– sale grosso
– uovo 
– rosmarino
 
Per prima cosa va preparato il ripieno. Pulite e lessate la verdura. In una padella con dell’olio evo, fate rosolare la pancetta insieme allo spicchio di aglio ed al peperoncino ed aggiungete la verdura ben strizzata e tagliata a pezzetti (io la taglio con le forbici). Regolate di sale ed aggiungete i pomodorini tagliati a pezzetti. Una volta che sarà bel ripassata ed insaporita, togliete la verdura dal fuoco e trasferitela in una ciotola. A questo punto unite l’uovo (che servirà a legare l’impasto) e mescolate bene. Poi unite il pangrattato (che assorbirà i liquidi in eccesso e darà consistenza all’impasto) e per ultima una generosa manciata di parmigiano. Mescolate tutto per bene e lasciate riposare l’impasto giusto il tempo di preparare la pasta matta.
 
Per la pasta il procedimento è semplicissimo: tutti gli ingredienti nell’impastatrice e impastate giusto il tempo necessario affinchè si formi la pallina di pasta. Prelevatela e stendetela su un foglio di carta da forno dando una forma circolare. Io ho usato una teglia non troppo grande, quindi ho tagliato la pasta in eccesso e l’ho messa da parte. Trasferite la pasta nella teglia (con tutto il foglio di carta da forno) e bucherellate il fondo con una forchetta (così non si formeranno bolle d’aria). A questo punto versate il ripieno nella pasta e distribuitelo uniformemente. Date un’altra spolverata di parmigiano sulla superficie e poi ripiegate delicatamente il bordo della pasta all’interno.
Infornate a 200° per circa 30-40 minuti, o comunque finchè la pasta non sarà ben dorata.
 
Questa torta è buonissima e trovo che la versione senza glutine in pasta matta sia moooolto più buona della versione originale glutinosa con la pasta sfoglia!
 
Nel preparare la torta mi era avanzata un pò di pasta e visto che sprecarla sarebbe stato un vero delitto, ho improvvisato dei salatini. Ho steso la pasta rimasta e con uno stampino da dolci ho ritagliato dei piccoli quadrifogli. Li ho spennellati con dell’uovo sbattuto, spolverati con rosmarino tritato e sale grosso e li ho infornati a 200° fino a dorarli  per bene.
Questo il risultato
 
 
Sono rimasti nel piatto solo il tempi di raffreddarsi…. poi il Presidente li ha sgranocchiati via in un baleno. Sono golosissimi e uno tira l’altro…. insomma una droga! Se vi avanza una strisciolina di pasta vi consiglio davvero di provarli 🙂
 

Insalata con pollo e avocado al lime …. e un finto orto defunto!

Niente da fare. Per quanto io mi sia impegnata, sforzata e dedicata, il mio finto orto è definitivamente spirato. O meglio, non è solo spirato (dire che è spirato potrebbe far pensare a delle piantine che lentamente, nonostante le cure, non sono riuscite a sopravvivere), sarebbe più corretto dire che è proprio stramazzato! Totalmente avvizzito. Irrimediabilmente “spatasciato”! (come direbbe il mio adorato nipotino. Amore di zia!).
Ho provato di tutto, dalle polveri da nebulizzare sulle foglie alla potatura totale, dal rinvaso con combo polvere nebulizzata-potatura totale, ai riti voodoo. Ma niente. Ogni volta le pie piantine ricrescevano più rachitiche, scheletriche e malate di prima. La terza volta che sono tornata al negozio di prodotti per piante, il titolare mi ha guardato perplesso e ha esclamato “Signorì, ma nun fa prima a comprallo al supermercato ‘sto prezzemolo?”
Al che mi sono resa conto che forse era il caso di interrompere l’accanimento terapeutico e nevrotico sul mio finto orto…anche perchè nel frattempo, non potendo utilizzare le mie speziette malatissime, avevo ripreso a comprarle.
Dunque, la mattina dopo, coraggio a due mani,  il davanzale del pianerottolo è stato sgomberato. Via tutto. Fine dell’orto. I quasi cadaveri (i pochi sopravvissuti) sono stati trasferiti da tesorodisuocera per un estremo tentativo di rianimazione (se non ci riesce lei non c’è davvero speranza!)
L’unica pianta sopravvissuta e rigogliosa è una meravigliosa Aloe vera! (si…lo so…è una pianta grassa…non dite nulla vi prego). Tristemente consapevole del fatto che sono in grado di far sopravvivere solo delle piante grasse, mi consolo pensando che almeno la mia è utilissima per curare la pelle, le ustioni, le irritazioni e un sacco di altre cose! (E funziona alla grande! Ecco!). 
Conterà pur qualcosa.
 
Per consolarmi, ho preparato un’insalata di pollo e avocado al lime.

 

Facilissima, velocissima e davvero buona!
Questo gli ingredienti:

– Insalata mista (a vostro gusto)
– un avocado maturo
– pomodorini (io ho usato i piccadilly)
– una scatoletta di mais
– petto di pollo a fette
– olio evo
– succo di lime
– sale e pepe

le dosi sono assolutamente a gusto vostro. 
Lavate bene l’insalata, tagliate i pomodorini e scolate per bene il mais. Tagliate a cubetti l’avocato e spruzzatelo con del succo di lime. Poi, in una piastra bella calda con solo un filo di olio, grigliate il pollo e aggiungete sale, pepe e qualche goccia di lime. A questo punto unite tutti gli ingredienti e condite con una vinaigrette fatta di olio, succo di lime e sale. Aggiungete per ultimo il pollo tagliato a fettine e l’insalata è pronta!
Solo un consiglio, non esagerate col lime nella vinaigrette, a me è scappata un pò la mano stavolta e il povero Presidente, pur mangiandola tutta, ha avuto qualche difficoltà…sant’uomo 😛

Clafoutis alle ciliegie…. e due uova adottate.

Hanno vinto le tortore. Inutile girarci intorno. Una vittoria schiacciante. Su tutta la linea.
Qualche settimana fa credevo di averle scoraggiate dal fare il loro nido sul davanzale della finestra del soggiorno….e ci sono riuscita, infatti lo hanno fatto su quello del bagno!!!!
Una scena assolutamente surreale, degna di un film comico.
E’ stato sufficiente stare via per un weekend lungo, partenza giovedi mattina e rientro domenica sera.
Ovviamente prima di partire ho chiuso tutte le finestre, perchè si sa, la prudenza non è mai troppa. Così, al ritorno, per prima cosa le ho riaperte tutte per far cambiare l’aria. Tutto tranquillo finchè non sono arrivata in bagno…ho aperto baldanzosa l’ultima finestra e uno sbattere improvviso di ali con conseguente fuga istantanea di un volatile mi hanno fatto quasi prendere un colpo. “Caspita devo aver spaventato un uccello!” ho pensato subito…. poi ho abbasso lo sguardo…. e il colpo mi è venuto davvero! Un nido. Davanti a me c’era un nido bello e fatto. Piazzato esattamente tra la cornice della finestra e quella della persiana….esattamente dove avrebbe dovuto trovarsi la zanzariera che però avevo dimenticato di richiudere prima di partire.
Che sarà mai un nido direte voi. Se ci hanno messo così poco a farlo, basta toglierlo e ci metteranno un attimo per rifarlo da qualche altra parte.
Peccato che dentro c’era un uovo. No dico UN UOVO!!!!! Come è possibile che in soli 3 giorni le tortore siano riuscite ad accorgersi che la zanzariera non c’era, a fare il nido ed a piazzarci subito un uovo dentro????? Non si può spostare un nido in cui sono già state deposte le uova, perchè i genitori non riuscirebbero più a trovarle o comunque quasi sicuramente non le coverebbero più! Spostare il nido e l’uovo sarebbe stato come condannare a morte il futuro piccolino!!!
Insomma uno shock.
Le esclamazioni di incredulità (cioè strani versi del tutto privi di senso) uscite dalla mia bocca in quel momento, hanno fatto accorrete il Presidente che, dopo aver seguito il mio sguardo e compreso la situazione, ha candidamente esclamato “Oh! Un nido! E c’è anche un uovo dentro! Che carino!”
Attimo di disappunto. No…Aspetta…..”ok, l’ovetto fa tenerezza solo a guardarlo, lo ammetto, ma è sulla finestra del nostro bagno e finchè rimarrà li la finestra non si potrà aprire! Sarà un bel casino!” ho risposto io piuttosto preoccupata. Risposta disarmante del Presidente: “Vabbè tanto ormai non lo possiamo spostare no? E poi è così carino…”
A quel punto sono stata consapevole che la disfatta si era ormai consumata. Fine dei giochi.Vittoria delle tortore 6-0, 6-0. Un secondo dopo ero al computer col Presidente in cerca di informazioni tortoresche e dieci minuti dopo eravamo preparatissimi su modalità di cova, tempi di schiusa, svezzamento e crescita dei piccoli.
Morale della favola: questo weekend dovremmo diventare zii di due pulcini tortorellosi!! Perchè ovviamente, la mattina dopo aver scoperto il primo uovo, la nostra nuova inquilina  ha deposto il secondo.
 
Nell’attesa del lieto evento, essendo periodo di ciliegie, mi sono lanciata nella sperimentazione del Clafoutis…che detto così fa tanto chic!

Eccolo qui

 
Ho seguito questa ricetta base e sostituito la farina col mix per impasti lievitati di Felix e Cappera.
Questi gli ingredienti:

– 90 g di farina (Mix per impasti lievitati)
– 3 uova grandi
– 200 ml latte
– 1 bustina di vanillina ( da prontuario)
– 100 g zucchero
– 20 ml di Brandy
– 1 pizzico di sale
– ciliegie denocciolate ( io non le ho pesate, sono andata ad occhio e a gusto)

Sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro, spumoso e più o meno raddoppiato in volume, poi aggiungete la vanillina, il sale e la farina setacciata incorporandola delicatamente. Sempre mescolando delicatamente, aggiungete il latte ed il liquore.
Imburrate una teglia da circa 26 cm,  cospargetela di zucchero e sistematevi le ciliegie denocciolate, poi versate piano il composto nella teglia (senza mandarlo sopra le ciliegie!) ed infornate a 180° (con forno preriscaldato) per circa 40-45 minuti.
Il risultato sarà una specie di frittatina bassa che, una volta tagliata, darà l’impressione di essere parzialmente cruda, ma va bene così. Non avendo lievito l’impasto sembrerà compatto e un pò crudo, ma vi assicuro che è assolutamente delizioso! Una cosetta estiva, leggera e gustosa. Niente male davvero!